Chi siamo
Caramelle, regali, Clara, Maria Stella, giochi….
Un altro sabato.
Eccoci. La prima sorpresa di oggi è che arrivando in laboratorio ci accorgiamo che la maniglia della porta d’entrata non c’è. Strano, sembra quasi sia stata rotta appositamente. Mi dispiace ma l’unica soluzione è avvisare Beppe. Siamo ospiti della Cooperativa ed i questi casi è doveroso chiamare e non toccare nulla…anche se sono le 8 di sabato mattina.
Lui arriva e come noi rimane sbalordito. Entriamo ed i bimbi , per fortuna, sono un po’ in ritardo..così riusciamo ad accoglierli senza far vedere la nostra preoccupazione.
Oggi abbiamo due nuove ragazze universitarie volontarie che per la prima volta faranno l’esperienza di università\laboratorio con noi. Clara e Maria Stella.
I bimbi le guardano, come sempre, con uno sguardo fra l’incredulo ed il curioso. Si presentano e si dirigono nella stanza.
Chiediamo loro di preparare due disegni: uno per Rita e Francesco che ci hanno donato un sacchetto di caramelle, ed uno per Nazaria perchè suo marito e suo figlio hanno pensato di donare a Portos: blocchetti, giochini e quant’altro ci consegneranno. Mariella ed io li andremo a prendere. Nazaria era solita a donarci queste cose che per il laboratorio sono molto utili. E Portos, come speso fa, ringrazia, con un regalo prezioso: il grazie dei bimbi. Grazie!
Dopo aver illustrato alle ragazze nuove come svolgiamo il nostro sabato mattina, ci mettiamo all’opera. Mancano tre bimbi, di due sapevamo..l’altro lascia una di noi “libera”..saperlo prima si poteva stare a casa…con questa umidità..
Tu con lei, tu con lui, e via a via si aprono quaderni e astucci.
Non so cosa hanno fatto gli altri ma io ed il mio complice avevamo da leggere un racconto molto intrigante. Due bimbe con una palla rosa che la fanno cadere sul balcone della signora Pippa. Lei invece di urlare le richiama con gentilezza e con altrettanta gentilezza chiede loro se avessero gradito una caramella. Chi racconta è un bambino e sottolinea il fatto che ci siano stati dei favoritismi perchè erano femmine. Se fossero stati i maschi la signora li avrebbe presi a male parole. Il testo concludeva “firmato: Larry”.
A fine racconto ecco le domande: cos’è un’ingiustizia? Cos’è la giustizia? Maschi e femmine hanno diverso trattamento? E le risposte sono state davvero le più sincere possibili. Fermo restando che le femmine vanno sempre trattate con dolcezza e rispettate. Ma ci sono delle femmine che picchiano, offendono e prendono in giro…e non posso dare torto perchè, purtroppo ci sono anche quelle…
Segue una parte molti bella secondo me. Il ricordo della settimana. Ed il mio “complice” scrive di suo pugno un bel ricordo. Non mi piace suggerire, mi piace che i bimbi esprimano quello che hanno dentro di sé. Se ci sono degli errori poi si correggono, ma devono esprimersi senza filtri. È il loro punto di vista e và assolutamente rispettato. Puro ed unico.
Mettiamo le mani vicine? Mi chiede….certo che si! Ed ecco una foto! Di fianco a noi sentiamo matematica.
È arrivata l’ora. In due usciamo per raggiungere il nostro appuntamento. È stata un’emozione forte entrare in quella stanza ove c’era sempre un sorriso, un viso gentile, una persona di famiglia e trovare il quasi vuoto. Uno scaffale di cose da prendere per i bimbi e niente più arancione a rafforzare la solarità di quella stanza. Non commuoversi è stato difficile. Così come ricordare. “Nazaria vi aveva nel cuore”…Grazie Francesco ed Aurelio.
Torniamo e la merenda è già stata consumata, non ci hanno nemmeno lasciato un biscotto. Anche i tavoli erano già sparecchiati e puliti.
Si gioca a Dobble. Due squadre. Vince sempre una. Ci sono molti imbrogli ma si chiude un occhio volentieri..dopotutto non si vince e non si perde niente. Si gioca per divertirsi. Non ci si mette in competizione…siamo lì per divertirci e a dire il vero poco importa chi arriva primo..
Cambiamo gioco.
Cose, animali, persone, ecc…qualcuno lo aveva già fatto, altri no.
Un adulto ed un bimbo. Io resto fuori volentieri. Il mio ruolo sarà quello di scegliere la lettera e di aiutare chi, in quel momento, non ha in mente la definizione con la lettera scelta.
Questo gioco serve a rafforzare la conoscenza dei bambini. All’apparenza sembra un gioco semplice, ma se i bimbi si sforzano riescono ad essere loro i protagonisti, pensare, scrivere, contare. È questo il bello del gioco! Una squadra funziona se tutti e due componenti condividono parole e risultati. E’ un modo per ripercorrere tutte le materie e sforzarsi di pensare. Giocando però!
Quando una squadra termina ecco che inizia la “conta” fino a 10. Ma rallentare e far finta di distrarsi permette al bimbo di finire di scrivere quella parola finalmente trovata. E’ un gioco e come tale và preso. A Portos non si vince e non si perde! Vinciamo e perdiamo tutti.
Ed i risultati si vedono quando, al momento della verifica, si esaltano per la parola o il totale. Noi adulti siamo solo un aiuto. Il gioco è loro. Infatti al momento dell’arrivo dei genitori mi viene chiesto di rifarlo sabato prossimo…..prendo nota…e gioco sia!
Mancano solo 7 giorni…ci vediamo sabato!
Sara
